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RACE / 07.10.2019 / Benedikt Böhm

Prova sul campo dell‘attacco P49: le Alpi attraversate in modalità “non-stop”

Attraversare le Alpi per 210 chilometri e 10.500 metri di dislivello senza dormire e con brevi pause. Per la “Speed-Transalp non-stop“ Benedikt Böhm ha fatto affidamento al nuovo sistema Pintech di DYNAFIT composto dall’attacco da gara ultraleggero P49 e dallo scarpone DNA Pintech by Pierre Gignoux. A essere rivoluzionario non è solo il peso ridottissimo dell’attacco, appena 49 grammi, ma anche la modalità di aggancio tra attacco e scarpone. A differenza dei tradizionali attacchi utilizzati – con i pin su entrambi i lati del puntale dell’attacco e gli inserti sulla punta dello scarpone – nel sistema Pintech i pin sono disposti direttamente sulla punta dello scarpone: il vantaggio che ne deriva è un ingresso nell’attacco molto più facile, comodo e veloce, e allo stesso tempo una notevole riduzione del peso complessivo. Riuscirà questo nuovo sistema a superare le prove sul campo? Ve lo rivela Benedikt.

Niente esperimenti! Questa è una delle leggi non scritte da seguire quando si affrontano grandi progetti o si pratica sport in terre sconosciute. Quando una sfida ti porta ai limiti fisici e mentali devi poterti fidare al 100% della tua attrezzatura. Per questo si utilizzano, generalmente, materiali già testati e che si sono rivelati affidabili in diverse occasioni. Chi, per esempio, correrebbe mai la sua prima maratona con scarpe che non ha mai indossato prima?

Nelle imprese più impegnative si utilizzano, generalmente, materiali già testati. Non è questo il momento di fare esperimenti. In teoria.

La mia “Speed Transalp non-stop” è nata così, in modo spontaneo. L’inverno 2019 è andato alla grande, ero ben allenato e avevo voglia di dare il via a un nuovo progetto e toccare di nuovo i miei limiti. Il nostro nuovo attacco da gara Pintech P49, lanciato sul mercato nella stagione 18/19, era stato utilizzato dagli atleti Dynafit nelle prime competizioni scialpinistiche e aveva superato tutti i test mostrando numerosi vantaggi nella ormai nota lotta contro il tempo. Nel mio ruolo di responsabile, sono stato coinvolto molto spesso nel processo di creazione di questo attacco in questi ultimi quattro anni: abbiamo sviluppato l’idea con gli ingegneri, passo dopo passo, e durante la fase di perfezionamento ho testato i primi prototipi in diverse uscite. Il Pintech P49 non era quindi del tutto nuovo per me, ma non lo avevo mai utilizzato in un tour lungo, né tantomeno in un progetto che mi avrebbe portato ai limiti delle mie possibilità. Tuttavia non avevo dubbi, volevo assolutamente affrontare la mia Speed Transalp con il nuovo sistema Pintech. Per attraversare le Alpi in modalità “non-stop” volevo impiegare al massimo 36 ore e per risparmiare energia il materiale doveva essere il più leggero possibile. Portare a termine quest’impresa con il sistema Pintech avrebbe dato un punto a favore all’attacco stesso: un’altra rivoluzione nel mondo dello scialpinismo.

Il P49 – La nuova era dell’attacco pin

Come è possibile rendere più veloce e pratico, risparmiando al contempo peso, l’inserimento dello scarpone nell’attacco pin senza intelaiatura? Partendo da questa domanda il nostro team ha lavorato instancabilmente allo sviluppo di un sistema innovativo per gli attacchi da scialpinismo agonistico. È stato da subito chiaro che sarebbe stato difficile ottimizzare ulteriormente l’attacco Low Tech Race, visto l’alto livello che aveva già raggiunto. I nostri ingegneri hanno quindi ideato Pintech, un sistema totalmente ripensato e fuori dagli schemi rispetto ai precedenti e che ha stravolto il meccanismo sino ad allora impiegato. Nel sistema Pintech, infatti, i pin non sono posizionati sui due lati del puntale dell’attacco ma sulla punta dello scarpone. Il tutto con l’incredibile peso di soli 49 grammi: in pratica l’attacco P49 pesa meno di metà tavoletta di cioccolato.

Il P49 pesa la metà di un mazzo di chiavi o di uno smartphone.

Per l’aggancio frontale dello scarpone nell’attacco è sufficiente spingere con la punta verso il basso: in questo modo il sistema si attiva, allontanando l’eventuale presenza di neve e ghiaccio dai componenti. Le ampie scanalature presenti nella parte frontale dell’attacco consentono un comodo e semplice inserimento dello scarpone anche su pendii o terreni irregolari, risparmiando così tempo prezioso. La piastrina situata nella parte posteriore dello scarpone DNA Pintech permette allo scarpone di bloccarsi nella talloniera dando un colpo secco verso il basso. Caratteristica unica del nuovo sistema riguarda il cambio di assetto dalla modalità salita a quella discesa: un momento critico nelle gare durante il quale non si può perdere tempo. In conformità con le norme ISMF, l’attacco presenta uno sgancio sia verticale (valori 6-7) che laterale (valori 8-9) e può essere completamente bloccato mediante due ‘espulsori’ laterali. Per sganciare lo scarpone dall’attacco, quando si devono applicare le pelli, è sufficiente un solo gesto per aprire gli espulsori e lo sci resterà direttamente tra le mani dell’atleta. Una volta applicate le pelli sarà sufficiente appoggiare lo sci a terra, esercitare una pressione con la punta dello scarpone sul puntale, dare un colpo verso il basso con il tallone e in pochi secondi si è pronti per la discesa.

Un tour di 28 ore e 45 minuti con il P49

Nonostante la piena fiducia che riponessi nel lavoro fatto dai nostri ingegneri ero un po’ titubante di fronte all’idea di utilizzare un nuovo prodotto, da me non utilizzato a lungo, per una grande impresa come la Speed Transalp non-stop. Le previsioni meteo, inoltre, non promettevano nulla di buono e sapevo che le condizioni neve sarebbero state sfavorevoli. Cosa sarebbe successo se l’attacco si fosse aperto lungo le piste ghiacciate? E se si fosse rotto l’espulsore laterale impedendo così la normale apertura dell’attacco? Non posso negare di avere inizialmente trascorso dei momenti di tensione. In fondo si sa che, nelle situazioni estreme, è sempre meglio utilizzare qualcosa in cui si ripone la completa fiducia, e questo nonostante siano ben chiari i vantaggi che le novità portano con sé. Il mio “esperimento” con il nuovo sistema Pintech si è subito dimostrato vincente, e il mio scetticismo iniziale si è presto sciolto come neve al sole. 

L’attacco resisterà anche nella discesa a tutta velocità sulla pista ghiacciata? Speriamo!

Nelle 28 ore e 45 minuti di durata della mia Speed Transalp, 210 chilometri e 10.500 metri di dislivello, ho potuto testare il sistema Pintech in tutti i suoi aspetti e ne sono rimasto assolutamente soddisfatto. Una volta che ci si è abituati, l’inserimento diventa un gioco da ragazzi e richiede pochissimo tempo. Basta spingere verso il basso con la punta dello scarpone per bloccare l’attacco e partire all’istante. Lo stesso vale per la discesa: un colpo secco con il tallone verso il basso e si è subito ben saldi e sicuri dentro l’attacco che si blocca automaticamente. Chi, come me, per oltre 20 anni ha agganciato lo scarpone al puntale tramite una leva, dovrà solo abituarsi a utilizzare gli espulsori laterali per aprire l’attacco. Ma in pochissimo tempo il nuovo movimento verrà automatizzato. La grande praticità sta nel fatto che ci si ritrova lo sci in mano quando dalla discesa si passa alla modalità salita, momento in cui lo sci deve essere in mano per poter così applicare le pelli. Quando, come nella Speed Transalp, bisogna mettere e togliere le pelli per oltre 20 volte, tutto ciò risulta molto comodo e aiuta a far risparmiare tempo. Ma questo non è l’unico vantaggio del P49: il suo peso contenuto, soli 49 grammi, è semplicemente imbattibile e non compromette minimamente la sicurezza o la robustezza dell’attacco. Insieme allo sci DNA e allo scarpone DNA Pintech si ottiene così un set-up leggerissimo con cui muoversi a grande velocità.

La Speed Transalp è stata una prova sul campo per il sistema Pintech.

Come ho già raccontato, i presupposti per questo progetto erano tutt’altro che ottimali: abbiamo incontrato tutte le condizioni, dalle piste ghiacciate e dure come tavole, alla pioggia, e persino la neve crostosa. Non si poteva certo parlare di discese piacevoli e divertenti; ma anche nelle discese più toste l’attacco non mi ha mai abbandonato. Se si fosse aperto le conseguenze sarebbero state fatali, ma già dopo la prima discesa ho riposto la mia piena fiducia nel sistema Pintech. Il pensiero di un possibile distacco accidentale era svanito e sono riuscito a concentrarmi pienamente sull’attività e raggiungere il mio obiettivo. Il nuovo sistema Pintech ha rappresentato il fulcro della mia attrezzatura per la Speed Transalp e mi ha sicuramente dato un grande aiuto nel completarla in meno di 29 ore. Ed è sempre stato grazie al Pintech 49 se, una volta ritornato, ho gareggiato al Sellaronda Skimarathon facendo il mio personal best.


A seguito di questa esperienza abbiamo voluto confermare quelle che erano state le mie sensazioni positive con dei test di laboratorio. Anche qui il sistema Pintech ha convinto sotto tutti gli aspetti e i nostri ingegneri non hanno trovato alcun segno di usura sull’attacco anche a seguito della mia prova sul campo. Via libera quindi alla prossima Speed Transalp!