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Rosenlaui (1.350 metri): il nostro tour parte alle sei del mattino da quello che l’insegna indica come il comune più piccolo della Svizzera - e guardandomi intorno non stento a crederlo. Lo scarpone si incastra nel puntale e io e Chris ci inoltriamo nel ripido bosco, uno davanti all’altro, in silenzio, ancora stanchi. Rosenlaui è incastonato in uno dei paesaggi più spettacolari delle Alpi, con immensi versanti ghiacciati e le imponenti pareti nord del Wellhorn e del Wetterhorn che si innalzano fino a 2.000 metri sopra le nostre teste. Le Engelhörner, una catena montuosa calcarea alta 1500 m, sembra un muro inespugnabile lungo il ghiacciaio sud. Ma un’apertura c’è, il ghiacciaio Rosenlaui.

 

In estate il ghiacciaio Rosenlaui è raggiungibile tramite un percorso tecnico che porta al rifugio Dossen Hut, ma è molto ripido e richiede corde, scalette e catene di sicurezza. In inverno, quando c’è abbastanza neve da riempire le fessure del ghiacciaio e livellare i seracchi, si può utilizzare un passaggio attraverso il ghiacciaio per accedere al lato sud del Wetterhorn, e questa è la via che abbiamo scelto. Seguiamo il corso del ghiacciaio in direzione ovest, lungo i ghiacci perenni, fino ad arrivare a un largo e piatto plateau del Wellhornsattel, da cui si accede al lato sud del Wetterhorn.

Arrivati al Wetterhornsattel togliamo gli sci per attaccarli allo zaino, e con un’arrampicata di 30 minuti nella neve raggiungiamo la vetta del Wetterhorn. Ci si palesa una delle viste più incantevoli dell’Oberland Bernese, che spazia dal Grindelwald alle pianure svizzere fino alla regione che circonda la Jungfrau con tutti i ghiacciai e le vette da 4000 metri, un panorama mozzafiato. Ma il vento gelido non ci lascia in pace e ci costringe a ridiscendere in fretta.

 

Tornati al Wettersattel affrontiamo subito la salita verso il Mittelhorn. Con i ramponi ai piedi ci arrampichiamo sul ripido ghiacciaio fino alla vetta da 3.703 metri. Proseguiamo senza pausa sulla cresta, ridiscendendo a piedi: abbiamo già percorso 3.000 metri di salita e 600 metri in discesa, ma ancora non abbiamo messo gli sci ai piedi per scendere.  

Un tour del genere non è per tutti, perché non è incentrato sullo sci ma è un’impresa complessa, che risponde a un certo tipo di scialpinista dai gusti particolari. Per questo avevo pensieri controversi prima di scrivere queste righe: è un progetto da aggiungere alla lista delle cose da fare assolutamente? Dopo l’esperienza posso rispondere che sì, è sicuramente un classico per gli sciatori abbastanza masochisti da torturarsi con lunghe salite e che desiderano raccogliere più metri di dislivello possibile su terreni misti. Anche le guide alpine svizzere sono dell’opinione che sia veramente il percorso perfetto per testare la resistenza.

 

“Uno dei tour più belli che abbia mai fatto”, ha detto il mio compagno di avventura Christoph Moser, quando dopo otto ore siamo tornati esausti alla macchina. Chris sa quello che dice: nessuno conosce le Alpi bene quanto lui, come mostra anche con entusiasmo nel suo sito web, una straordinaria raccolta di tour estivi e invernali in ogni angolo delle Alpi e oltre. Oggi sono perfettamente d’accordo con lui, anche per me è stata un’esperienza fantastica. Ma lasciate che vi racconti di più …

Davanti a noi una parete – la prima salita

Speed | 20.09.2017 | Dan Patitucci

“The horny tour” – il pacchetto completo

Tre tremila in un giorno: partiamo da Rosenlaui, un pacifico paesino della Svizzera con lo sguardo rivolto al Wetterhorn (3692m), al Mittelhorn (3703m) e al Rosenhorn (3688m), i tre tremila che oggi ci prepariamo ad attraversare. Un mio amico ha ribattezzato questa impresa “The horny tour “, centrando perfettamente il punto: un percorso di 26 chilometri e oltre 3.500 metri di dislivello che ci metterà a dura prova. Più che di un tour puramente scialpinistico si tratta di un tour in stile speed, perché la sua estensione ne ha fatto una prova di resistenza per guide alpine svizzere. Il limite di tempo ufficioso è di 12 ore: vediamo quanto riusciremo ad essere veloci.

Stiamo andando bene, ma ci aspetta ancora una vetta, il Rosenhorn. Inizio ad avvertire dolore alle gambe, perché gli appuntamenti lavorativi delle precedenti settimane, tour scialpinistici poco impegnativi a Creta e in Bulgaria, seguiti da uno shooting non sportivo sul livello del mare in Spagna, non sono stati una buona preparazione a una tale impresa, e a oltre 3000 metri pago lo scotto del non essere allenato a dovere. Chris non sembra provato dagli sforzi affrontati, ma anche io ho la pelle dura: in marcia verso il Rosenhorn!

Rosenhorn time!

Vento in salita, vento in discesa

Esausti e con le gambe tremanti

Giungiamo a piedi fino a uno stretto canalone. Sulla cresta rocciosa sud del Rosenhorn Chris assume la guida della spedizione fino in vetta, e io lo seguo, sempre in mezzo al vento. Una fortissima folata mi colpisce, e invece di scivolare vengo spinto sul lato in direzione del vento. Una vera fortuna!

 

Al culmine della gioia raggiungiamo l’ultima vetta prevista, e finalmente possiamo indossare gli sci per la discesa. Agganciamo gli scarponi al puntale e alla talloniera e siamo pronti a sfrecciare, nonostante le mie gambe tremanti.

Tre chilometri buoni in piano su neve pressata lungo il ghiacciaio fino al lato ovest del Dossen, dove scopriamo una rampa molto ripida e lunga circa 700 metri. Potersi finalmente lanciare in una discesa veloce, immersi nel powder fino alle ginocchia, fa svanire tutti i dolori della giornata. Seguiamo altre piste da sci al piede della parete est del Wellhorn fino a raggiungere Rosenlaui. A quasi esattamente otto ore dalla partenza giungiamo alla macchina, che abbiamo lasciato nel parcheggio del paese.

 

Non è stato affatto facile per me, ho dovuto dare il massimo per stare dietro a Chris, ma ne è valsa la pena. Non saprei dire cosa mi è piaciuto di più, penso a questa impresa come un pacchetto completo di salite tecniche impegnative, panorami spettacolari e la discesa finale, tutto ha contribuito a rendere questo tour indimenticabile. Un’altra impresa da spuntare sulla lista.

Dan Patituccis Suunto Movescount Page.

The horny tour

The horny tour