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RACE | 23.12.2018 | Benedikt Böhm

Il Trofeo Mezzalama – il Santo Graal dello scialpinismo

Il Trofeo Mezzalama è la competizione scialpinistica più ad alta quota del mondo, e una delle gare più ardue di questa disciplina. Per affrontare il percorso sul massiccio del Monte Rosa servono una preparazione mirata e un’enorme resistenza durante lo svolgimento della gara. Benedikt Böhm ha già risposto diverse volte a questa sfida, e svela cosa occorre per partecipare con successo.

Epico, leggendario, folle, al limite – quando gli scialpinisti parlano del Trofeo Mezzalama gli epiteti e i superlativi si succedono come gli sciatori in fila allo ski lift in una giornata di sole. La Patrouille de Glacier è una delle gare più celebri nel mondo dello scialpinismo, e la sua fama si è estesa anche a un pubblico più vasto da quando vi ha preso parte Pippa Middleton. Rispetto ad essa, il Trofeo Mezzalama si è fatto un nome come la competizione più dura e impegnativa della disciplina. Diversamente dalla PDG, il trofeo Mezzalama richiede non solo un’eccellente preparazione fisica, ma anche profonde conoscenze del terreno ad alta quota e una fondata responsabilità. Anche per me, scialpinista speed di grande esperienza, il Trofeo Mezzalama è stato ed è tutt’altro che una passeggiata, piuttosto è una vera sfida che mette a dura prova sia dal punto di vista fisico che mentale. Per due volte, nel 2011 e nel 2017, ho partecipato con successo a questa leggendaria competizione, e ho imparato una cosa: il Mezzalama è riservato ai veri duri, e non guasta essere anche un po’ folli. Eppure ne vale la pena, perché nessun’altra competizione riesce a unire in modo così impressionante tutto ciò che gli scialpinisti sognano e al contempo che incute loro rispetto. Il livello è altissimo, ma lo è anche il fattore divertimento.

La PDG padroneggia alla perfezione l‘equilibrio fra avventura e sicurezza, mentre nel Mezzalama è quest’ultima a prevalere

I semplici dati dimostrano che il Trofeo Mezzalama non è un’impresa semplice. La gara si tiene ogni due anni sul massiccio del Monte Rosa, sotto lo sguardo del Breithorn, del Piccolo Cervino e di Castore e Polluce, i due famosi monti gemelli. Il percorso classico va da Breuil-Cervinia a Gressoney-La-Trinité. In totale si percorrono circa 45 chilometri e 2.862 metri di dislivello in salita e 3.145 metri di altitudine in discesa. Il percorso porta più volte sopra il limite dei 4.000 metri, e anche oltre la vetta del Castore, in alcuni punti larga solo 30 cm. Anche i passi da superare sono molto impegnativi e richiedono piena concentrazione ai 900 partecipanti, che si affrontano suddivisi in squadre da tre. Il Naso del Lyskamm quando c’è ghiaccio diventa presto un punto molto delicato, con potenziale rischio di cadute. I passaggi tecnici e ripidi con ghiaccio e creste sottili non sono però tutto ciò che riserva il Mezzalama; a completare il quadro c’è una discesa che sembra infinita, con tantissimi dossi e una pista composta in parte da neve fradicia al massimo livello, come ciliegina sulla torta.

Nel Mezzalama è importante la responsabilità

Se si considera l’entità della sfida non stupisce che gli organizzatori, diretti da Adriano Favre, scelgano i partecipanti secondo criteri molto rigorosi. In caso contrario non sarebbe assolutamente possibile organizzare una manifestazione con un tale livello di difficoltà. Il Mezzalama non è una manifestazione incosciente, al contrario è basata sulla responsabilità dei partecipanti. Attraverso il processo di selezione e i rigidi limiti di tempo gli organizzatori mirano a garantire che allo start si trovino solo scialpinisti che posseggano le capacità e il know how tecnico necessari per affrontare il percorso. Perché una cosa va detta: il Mezzalama può diventare una faccenda molto seria, il pericolo di caduta, con il rischio di trascinare con sé l’intera squadra, è concreto. Il Mezzalama non è un parco giochi avventuroso, è un‘autentica avventura. Dare uno sguardo ai risultati e ai tempi rende un’idea del calibro dei partecipanti: gli scialpinisti comuni impiegano generalmente tre giorni per completare il percorso, mentre durante Trofeo Mezzalama le squadre migliori coprono la stessa distanza in meno di quattro ore e mezza! Sembra maltrattamento? Lo è! Al contempo però non esiste quasi una sensazione più bella di quando ci si spinge ai propri limiti in uno scenario così straordinario e imponente, arrivando alla fine al traguardo completamente esausti ma al settimo cielo. Un momento di sollievo e soddisfazione che è difficile descrivere a parole. Eppure, con un allenamento frequente, il Mezzalama è fattibile per ogni scialpinista ambizioso.

L’elevato livello tecnico insieme allo scenario spettacolare fanno il fascino del Mezzalama

Un fattore imprevedibile che può rendere il Mezzalama ancora più difficoltoso è il meteo. Ricordo bene il mio primo Mezzalama nel 2011, un’esperienza fondamentale. Faceva un freddo incredibile, tutti tremanti ci trovavamo “in coda” davanti ai passaggi in cresta ghiacciati, in attesa di passare. Sopra le nostre teste volteggiavano gli elicotteri che calavano cabine termiche nelle quali i partecipanti in ipotermia e allo stremo delle forze potevano ripararsi. In quel momento mi è diventato chiaro quanto il Trofeo Mezzalama sia una gara ardua che richiede una forma fisica perfetta, che tuttavia non basta neanche lontanamente ad arrivare sicuri al traguardo. Servono una buona tattica, una squadra solida e naturalmente l’attrezzatura giusta. Secondo la mia esperienza i seguenti 8 punti sono fondamentali:

1. La priorità assoluta è stare al caldo

Durante il Mezzalama succede spesso di superare il limite dei 4.000m, di conseguenza le temperature sono basse anche con il bel tempo. Non appena si sente freddo occorre fermarsi e indossare un capo aggiuntivo. La regola fondamentale è semplice: si sale sempre di più e quindi il freddo non diminuisce, ma aumenta. Arriva sempre il momento in cui bisogna fermarsi e indossare qualcosa di caldo, quindi meglio farlo subito, così si risparmiano risorse ed energia. Ci è stato possibile, durante gare con temperature molto basse, superare alla fine atleti di livello molto superiore al nostro, ma che avevano sprecato troppe energie perché erano gelati come ghiaccioli. In due parole: il corpo tenuto al caldo raggiunge prestazioni migliori. È particolarmente importante non arrivare intirizziti al momento dei cambi tecnici, perché quando le dita sono congelate è molto problematico calzare i ramponi o applicare le pelli.

 

Il prodotto che consiglio: trovo eccellenti i guanti DYNAFIT Borax Primaloft.

I sovraguanti sono caldi, ma quando ci si vuole rinfrescare o bisogna compiere movimenti precisi basta far uscire le dita attraverso la pratica apertura sul palmo e si può lavorare liberamente. Non serve sfilare i guanti, quindi non si rischia di perderli.

2. Risparmia solo sul peso non necessario

Naturalmente in una gara come il Mezzalama è essenziale portare meno peso possibile, per risparmiare energia e andare più veloci, tuttavia non bisogna risparmiare sul peso necessario. È indispensabile tenere nello zaino una giacca isolante, leggera ma termica, da usare come strato aggiuntivo. Durante il Mezzalama non è raro che si formino piccole code nei punti di passaggio e che si debba aspettare il proprio turno al freddo, e per non congelare è indispensabile avere un capo aggiuntivo da indossare. Inoltre, i membri della squadra non vanno sempre alla stessa velocità, e bisogna pianificare delle pause. Rinunciare a capi termici per risparmiare qualche grammo non è una decisione saggia.

 

Il prodotto che consiglio: la giacca con cappuccio Radical Down è leggerissima, con il suo peso di appena 422 grammi, ma tiene molto caldo. Il materiale esterno è idrorepellente, e grazie agli inserti stretch consente movimenti agili. Perfetta quando in tour inizia a fare davvero freddo.

3. Go slow to go fast

Nelle gare lunghe come il Mezzalama è importante avere una buona tattica per affrontare adeguatamente il percorso. Mi stupisce sempre vedere come alcuni partecipanti al via partono in quarta come se si trovassero a una 100 metri e non a una gara di diverse ore. La mia esperienza mi insegna che non bisognerebbe mai partire troppo veloci, ma piuttosto raggiungere una velocità costante da mantenere per tutto il percorso. Col senno di poi ne vale sempre la pena: si raggiungono buoni posti e si riescono a superare quelli che, partiti troppo velocemente, crollano negli ultimi chilometri. Con una velocità regolare si tiene il passo e la gara va avanti “quasi” da sola.

4. Non dimenticare di mangiare e bere

Il corpo può dare il massimo solo se dispone di abbastanza riserve di energia. Anche quando non si avvertono la fame o la sete è fondamentale assumere sempre qualcosa per garantire un apporto costante di energia. La cosa migliore è bere a piccoli sorsi e consumare un gel o una barretta energetica ogni 45 minuti. Quando si ha molta fame o si è in ipoglicemia è già tardi, per questo bisogna mangiare e bere frequentemente, per esempio vanno bene i gel energetici, veloci e digeribili. Si dovrebbero conservare i gel vicini al corpo, per tenerli al caldo. Mordere una barretta al freddo e con il viso congelato può diventare una vera sfida. Le borracce devono essere fissate all’esterno dello zaino o in una sacca acqua, per essere facilmente accessibili. Poiché al Mezzalama fa molto freddo la sacca acqua deve essere assolutamente tenuta vicino al corpo, per evitare che ghiacci.

 

Il prodotto che consiglio: con la borraccia Race Thermo Bottle e il portaborraccia isolante Alpine Bottle Holder abbinato l’acqua e le bevande isotoniche sono sempre a portata di mano.

5. Se si è ben acclimatati è più semplice

Il Mezzalama è una gara d’alta quota, è quindi consigliabile abituare bene il corpo. Il Breithorn è adatto per un tour con pernottamento in quota. Se i tempi lo consentono naturalmente sarebbe bene anche fare una capatina anche sulla vetta del Castore, per prepararsi ai passaggi tecnici in salita, con grandi vantaggi per la gara. Si viene premiati con un fantastico panorama sulle Alpi Pennine e sui monti circostanti come Polluce, Lyskamm o Felikjoch.

6. Esercitarsi nei cambi tecnici e mantenere l’ordine

Nel Mezzalama c’è di tutto: marcia con gli sci in spalla, salita e discesa con gli sci, comprese le ripetute applicazione e rimozione delle pelli, passaggi in cresta con ramponi e assicurazione con la corda. Si deve essere abili a cambiare correttamente fra le varie discipline. Ogni gesto deve essere mirato per non evitare inutili perdite di tempo. Ogni strumento ha il suo posto sullo zaino o al suo interno, e bisogna mantenere l’ordine. È fastidiosissimo quando i ramponi sbattono durante la marcia o gli sci non sono fissati saldamente allo zaino. Ci vogliono attenzione, preparazione e concentrazione. Ogni membro della squadra ha bisogno del suo sistema personale, ed è indispensabile studiare prima i gesti, solo così si è più efficienti e tranquilli insieme.

 

Il prodotto che consiglio: lo zaino Speed 20 è perfetto per tour impegnativi e lunghe gare. Con un volume di 20 litri e un peso di appena 360 grammi offre posto sufficiente per tutti gli utensili che occorrono in tour. Tanti sofisticati accessori, come un comparto separato per l’attrezzatura di sicurezza, un sistema porta-sci amovibile e il fissaggio per il casco e la piccozza e una tasca separata per i ramponi tengono tutto in ordine e a portata di mano senza dover sfilare lo zaino. Lo zaino Speed 20 è una vera opera d’arte per lo scialpinismo atletico.

7. Solo in squadra si vince

Il Mezzalama è una competizione a squadre, dove si lotta e si soffre in tre, ma si gioisce anche insieme, alla fine. Alcune squadre danno la sensazione di non lottare insieme ma uno contro l’altro, cercando costantemente di superarsi a vicenda. Naturalmente ci si sostiene l’un l’altro, è questo che rende speciali le gare a squadre, ma deve sempre essere chiaro che ognuno è forte solo tanto quanto l’elemento più debole della squadra, per questo la velocità va stabilita in base a quello che sembra il più lento, e ognuno deve aiutare l’altro. Ogni elemento dà il suo contributo al successo della squadra. Magari uno è meno forte fisicamente ma ha sempre pronte parole di motivazione. Nel 2017 ero molto contento di partecipare al Mezzalama insieme a Javi e Arnaud, miei amici da anni, eravamo ben coordinati e ci completavamo alla perfezione. Se si arriva in vetta o a valle prima degli altri si può aiutare il compagno di strada nei cambi tecnici o a calzare i ramponi o applicare le pelli, oppure si può preparare per lui un gel o qualcosa da bere. Con un tale atteggiamento la tortura diventa subito più divertente, e si è tutti più veloci. È questo l’importante!

8. La discesa in cordata non è semplice

La discesa in cordata su terreno impervio è la disciplina regina in una competizione a squadre come il Mezzalama. Per far funzionare la squadra servono concentrazione e coordinazione al massimo livello. È assolutamente necessario allenarsi prima per provare una discesa insieme e stabilire chi debba stare in testa. Il metodo migliore è concordare dei segnali gestuali perché sia chiaro che direzione deve prendere la squadra e quando ci si deve fermare. Se il primo della cordata vuole girare a destra e l’ultimo a sinistra non finisce bene, quando si viaggia a 60-70 km/h, come abbiamo sperimentato nel 2017: 80 chili volevano andare in una direzione, 80 kg in un’altra, e alla fine abbiamo fatto un bel volo. Può volerci un bel po‘ a liberarsi dalla cordata...

Benedikt Böhm ha partecipato al Trofeo Mezzalama nel 2011 e nel 2017. Nel 2017 ha conquistato insieme ad Arnaud Anguera Bigas e Javier Martin de Villa il 26simo posto su 300 squadre, completando il percorso in 6 ore e 23 minuti. La squadra vincitrice del 2017, con l‘atleta DYNAFIT Damiano Lenzi, ha assolto il Mezzalama nel tempo incredibile di 04:18, fissando un nuovo record.

 

Il prossimo Trofeo Mezzalama si svolgerà il 27 aprile 2019. DYNAFIT è nuovamente sponsor principale della competizione. Insieme ad altri numerosi atleti saranno allo start anche i sei vincitori del concorso “Mountopia Mezzalama” in due squadre da tre.