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Sfidare un Quattromila è sempre stato il mio grande sogno. Un’impresa fattibile per una scialpinista professionista, eppure, quanto qualche anno fa nell’ambito di una campagna Mountopia di Dynafit mi fu chiesto quale fosse il mio grande sogno, non avevo ancora molta esperienza in montagna. Negli ultimi anni ho colmato questa lacuna, quindi affrontare un Quattromila ha iniziato a sembrarmi un obiettivo più che realistico. Ne ho cercato in Internet uno apparentemente facile, ma che rappresentasse una vera sfida! Per questo mi sono decisa per un giro Bike & Hike dal mio paese, Schladming (AUT) fino ad Aosta (ITA) e avanti fino alla cima del Gran Paradiso. Mio papà si è subito mostrato entusiasta del progetto e si è unito all’impresa. Senza perdere tempo ci siamo messi in marcia, insieme.  

TOUR | 31.07.2017 | Johanna Erhart

Alla fine di luglio 2017 siamo partiti da Schladming diretti verso Aosta. I sette giorni successivi promettevano un meteo perfetto, passi, paesaggi incantevoli e soprattutto molto divertimento.

Avanti con baldanza

Nella prima tappa da Schladming a Gerlos la motivazione era alle stelle, e pedalavo spensierata sulla mia bicicletta non più nuovissima. Ho quasi dimenticato le borse che portavo appese a destra e sinistra della ruota posteriore, ma dopo la prima lunga salita sul Gerlospass quell’insolito peso aggiuntivo sulla bici mi è costato una fatica immensa, costringendomi a fermarmi più volte. Naturalmente non avevo messo in conto che ne sarei uscita così spossata, e prima di concludere la prima tappa non avevo idea di come sarei arrivata fino ad Aosta. Ma mio papà mi ha spinta negli ultimi metri, come ai vecchi tempi, fino al punto più alto del passo, e mi sono sentita di nuovo come se avessi 12 anni. Conclusa la prima tappa, intirizziti dopo 160 chilometri e 2.000 metri di dislivello, abbiamo cercato una sistemazione per la prima notte a Gerlos.

La prova più difficile

Il giorno seguente siamo scesi fino alla valle Zillertal e su strade prevalentemente piane verso Innsbruck, fino al nostro obiettivo del giorno, Landeck. È stata una giornata di riposo, molto importante per me perché il giorno seguente ci attendeva un altro passo. La terza tappa ci ha portato attraverso Scuol e il meraviglioso passo Flüela fino a Davos, per proseguire poi fino a Tiefencastle. Solo dopo il terzo giorno ho iniziato a sentirmi a mio agio sulla bici, e il bagaglio non mi pesava neanche più tanto. Proseguivamo spediti, sapendo che probabilmente saremmo arrivati ad Aosta con un giorno di anticipo rispetto alla tabella di marcia. Così, una volta giunti al passo dell’Oberalp, abbiamo deciso di trascorrere una giornata in più a Andermatt, avendo percorso già 580 chilometri e 6.800 metri di dislivello. Da lì il giorno seguente abbiamo iniziato un giro extra, che comprendeva il passo del Susten, il passo del Grimsel e il passo della Furka, per immergerci in tre autentici classici delle Alpi svizzere. È stata senza dubbio la tappa più bella e contemporaneamente la più impegnativa, con 120 chilometri e 3.300 metri di dislivello.

 

Il giorno dopo da Andermatt siamo ripartiti alla volta di Visp, passando per il Gottardo e il passo della Novena. La nostra ultima tappa ci ha portati attraverso Martigny e il Gran San Bernardo fino ad Aosta, dove siamo arrivati stremati ma al culmine della gioia, dopo un’avventura durata sette giorni. Il meteo era favorevole, sapevamo quindi che non avremmo trovato ostacoli fino alla vetta del Gran Paradiso. Mi sentivo in forma, pronta per il mio primo quattromila, ed ero curiosa di vedere come me la sarei cavata con l’alta quota.

A tutta velocità fino alla vetta

Siamo partiti alle 4 del mattino insieme alla nostra guida Philipp Schädler, diretti al Rifugio Chabod, a 2.800 metri sul livello del mare. Ero entusiasta ed emozionata come una bambina. Mio papà era partito il giorno prima, e ci attendeva già al rifugio. Dopo una colazione leggera, alle 6 siamo partiti diretti alla vetta. Vedevamo già delle luci davanti a noi, che iniziavano a svanire man mano che il sole saliva nel cielo. Procedevamo rapidi e presto abbiamo dovuto agganciare i ramponi. Nella nostra cordata a tre tutto proseguiva senza intoppi, e non finivo di stupirmi. Anche se non mi sembrava, eravamo di gran lunga più veloci delle altre cordate.

Sempre più in alto, la vetta si avvicinava. Arrivati alla cresta c’era molto vento, e nonostante il sole forte ha iniziato a fare freschetto. Dopo un breve passaggio di arrampicata siamo arrivati in vetta, una sensazione straordinaria. Non ho avuto alcun problema a causa dell’alta quota, e in quel momento ho capito con chiarezza che avrei voluto rifarlo ancora. Avevo realizzato la mia Mountopia. Anche la discesa attraverso alcune creste è andata speditamente, e abbiamo concluso la nostra avventura con un divertente pomeriggio al rifugio.

 

Abbiamo percorso circa 1.000 chilometri e circa 15.000 metri di dislivello con la bici, fino alla vetta si sono aggiunti altri 2.300 metri di dislivello sugli sci e a piedi. Non posso che dire: “È stata un’esperienza veramente straordinaria e impegnativa, e non è stata così speciale solo perché ho raggiunto la mia Moutopia, ma perché ho condiviso tanti bellissimi momenti con il mio papà”.

 

Tappe:

  1. Schladming – Gerlos
  2. Gerlos – Landeck
  3. Landeck – Scuol – Flüelapass – Davos – Tiefencastle
  4. Tiefencastle – Andermatt
  5. Andermatt – Sustenpass – Grimselpass – Furkapass – Andermatt
  6. Andermatt – Gotthard – Nufenenpass – Visp
  7. Visp – Martigny – Großer Sankt Bernhard – Aosta

Bike & Hike sul Gran Paradiso

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