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Lo scarpone da scialpinismo Hoji Pro Tour: Recensione di Nikolai Schirmer, freerider professionista e fotografo

Alla fine della stagione invernale 2017/18, la 7 Blåner, partner commerciale norvegese di Dynafit, mi ha inviato un paio dei nuovissimi scarponi da scialpinismo Hoji Pro Tour per testarli. Naturalmente, da vero norvegese e freerider, ho voluto provarli a Lyngen, durante lo shooting per un cortometraggio di Norrona e uno dei miei progetti video. Vi racconto la mia esperienza con lo scarpone Hoji Pro Tour.

Questi scarponi rendono tutto un po’ più semplice

FREE | 12.09.2018 | Nikolai Schirmer

La bestia dello scialpinismo

Ho visto per la prima volta il prototipo dell‘Hoji Pro Tour ai piedi di Hoji (Eric Hjorleifson), a Whistler. Chi conosce Hoji sa che è uno sciatore molto aggressivo, che non risparmia i materiali che usa. Quel giorno non era diverso dagli altri, e ha sfrecciato veloce sul terreno ghiacciato e sconnesso fino a davanti alla porta del The Handlebar. Proprio in stile Hoji.

 

Circa dieci anni dopo ho avuto la possibilità di testare in prima persona l‘Hoji Pro Tour. A Lyngen ho indossato per la prima volta questi promettenti scarponi, e subito mi sono accorto di quanto siano flessibili. Sono molto comodi, e ricordano più uno scarpone da alpinismo che uno scarpone da sci. La rotazione del gambetto di 60 gradi si trova anche nei modelli di altri produttori, ma lo scafo è molto più flessibile in camminata, e accoglie bene il piede, seguendo ogni movimento in salita. Anche nelle curve difficili in terreni davvero molto ripidi l’Hoji Pro Tour mantiene un’ottima flessibilità. Ho provato numerosi scarponi da sci, tra i quali alcuni molto leggeri, ma questa è stata decisamente la performance più straordinaria mai raggiunta da uno scarpone in salita, per la mia esperienza.

 

Per i tour lunghi trovavo più comodo aprire completamente le fibbie, ma per salite più brevi l’Hoji-Lock è perfetto per passare velocemente e agevolmente alla modalità discesa.

La performance dell’Hoji in discesa: passaggio facilissimo alla modalità discesa

In generale apprezzo molto gli scarponi da sci e scialpinismo che hanno una fibbia aggiuntiva subito sopra la caviglia, che consente di spingere il tallone all’interno dello scarpone. L’Hoji Pro Tour ce l‘ha. Mi sarebbe piaciuto avere la fibbia ancora più stretta, mi piace quando sta bella rigida. Ciò che ancora non ho visto in nessuno degli scarponi che ho testato è la leva sul retro dello scarpone, con la quale si può fissare l’intera parte superiore dello scarpone, con un solo gesto! Inizialmente bisogna un po‘ abituarsi al meccanismo, ma si fa prestissimo.



Naturalmente questo scarpone ha anche altre fibbie, che si possono gestire individualmente dopo una lunga salita, prima di discendere. Una volta, con i vecchi modelli, prima di ogni discesa dovevo inserire una lingua aggiuntiva per dare rigidezza allo scarpone in discesa, una seccatura. Con l‘Hoji Pro Tour, invece, il passaggio dalla modalità salita alla modalità discesa è semplicissimo.

La discesa è inizialmente diversa, ma la performance è ottima.

Quando, come me, si passa agli attacchi low tech si sente già all’inizio un’enorme riduzione di peso rispetto agli attacchi alpini con intelaiatura. All’inizio anche la discesa è diversa, ci vuole un po‘ di tempo per abituarsi e acquistare fiducia nei confronti del nuovo attacco. In tutti questi anni non mi è mai capitato un distacco accidentale. Allo stesso modo, bisogna abituarsi all‘Hoji Pro Tour. Lo scarpone è solo leggermente più morbido, e funziona bene quanto l’attrezzatura che avevo prima, tuttavia nei primi minuti avevo una sensazione insolita, perché è molto più leggero. Dopo un paio di discese ci ho preso subito la mano, e lo scarpone mi ha seguito ovunque, dalle piste agli atterraggi sul terreno duro. Come ho già detto, l‘Hoji Pro Tour all’inizio va conosciuto, ma si raggiunge subito la performance desiderata.

L‘Hoji Pro Tour rappresenta sicuramente il futuro dello scialpinismo e del freeride. Ha un ampio spettro di utilizzi, che lo rende adatto all’uso quotidiano. Mi disturba un po’ che sia compatibile solo con i crampon e i crampon semi-automatici di Dynafit, ma tanto non mi servono molto spesso. Un grande vantaggio di questo scarpone è l‘Hoji Lock, che, solo con l’aiuto di una leva, lo blocca per la discesa o lo rende molto flessibile per la salita. Meno tempo sprechi per regolare l’attrezzatura, più tempo hai per sciare.

A seguito di problemi tecnici con i comuni attacchi da scialpinismo con intelaiatura, nel 2014, in Alaska, ho provato per la prima volta un attacco low tech, per raggiungere il mio amato backcountry più rapidamente e agevolmente. Mi sono subito convinto. Per questo nell’inverno successivo mi sono affidato sempre agli attacchi low tech per le discese più ardue. Sono uno sciatore alto e pesante: con un’altezza di 1,89 metri per un peso di 86 kg ho bisogno di più tenuta negli scarponi. Per questo non è stato solo l’attacco low tech ad essere decisivo per la discesa, ma anche lo scarpone. Trovare lo scarpone giusto era la sfida più grande per me: fino a quando è arrivato Hoji Pro Tour!